![]() |
Altare chiesa Maria SS. dell'Itria Barrafranca |
Pochi sanno che a Barrafranca (EN)
in tempi lontani il 1° gennaio si
festeggiava il Bambinello.
Andiamo per ordine. Il 1 gennaio la Chiesa festeggia Maria SS. Madre di Dio. Il
Martirologio Romano recita: “Nell'ottava del Natale del Signore e nel giorno
della sua Circoncisione, solennità della santa Madre di Dio, Maria: i Padri del
Concilio di Efeso l’acclamarono Theotókos (colei che genera Dio), perché da lei
il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uomini, principe
della pace, a cui fu dato il Nome che è al di sopra di ogni nome”. In
questo giorno si festeggia la maternità di Maria, l’aver procreato il Figlio.
Per queste ragioni fino alla prima metà del ‘900 a Barrafranca (EN) si svolgeva
una particolare tradizione conosciuta come LA FESTA DEL
BAMBINELLO. Difatti il popolo
appella il 1 gennaio come “A festa du Bamminu”.
![]() |
Bambinello (foto G.Vicari) |
La festa si svolgeva in chiesa. Alla Celebrazione
Eucaristica partecipava un bambino povero, vestito con tunica bianca, a
simboleggiare Gesù Bambino, e veniva portato in processione per le vie
adiacenti alla chiesa. Al termine al bambino venivano donati viveri di prima
necessità per lui e la sua famiglia. Probabilmente con lo scoppio della seconda
guerra mondiale, tali festeggiamenti scomparvero. Di questa tradizione non
rimane che il ricordo delle persone più anziane, le quali ricordano anche la presenza,
sempre nella chiesa dell’ Itria, di una statuetta in cartapesta di Gesù
Bambino dell’altezza di 60 centimetri circa, esposta in un ultimo altarino
vicino all’ altare maggiore dove, attualmente, si trova la porta d’accesso ai
locali parrocchiali.
Quando
alla fine degli anni ’50 si decise di eliminare le statue realizzate in
cartapesta, materiale facilmente deteriorabile, anche questo particolare
simulacro fu tolto. A differenza di alcune statue presenti in altre chiese
barresi, non fu buttato o bruciato, ma regalato ad una parrocchiana, che lo
sistemò e conservò con devozione. (Foto e materiale sono soggetti a copyright)
RITA BEVILACQUA